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LA STORIA



Nel 1459 giunse a Taggia il Padre Cristoforo da Milano, un domenicano che, dopo aver predicato nell’Italia centrale e meridionale, dove il pericolo della diffusione dell’Islamismo si stava facendo sempre più grave, giunse in Liguria, a Genova e, sulla via della Provenza, a Taggia.
 Le sue parole carismatiche vennero seguite con grande interesse dalla nostra gente che lo pregò di rimanere e di fondare un convento.
Il religioso iniziò quindi ad occuparsi dei lavori relativi alla costruzione, nello stesso tempo scriveva trattati di argomento teologico-morale e curava le sue anime: egli si recava a piedi a predicare nei paesi delle valli circostanti, assentandosi spesso per molti giorni.
Morì nel 1484, fu beatificato nel 1875. E’ sepolto nel convento di Taggia, nella cappella a destra dell’altar maggiore.

La costruzione del San Domenico fu un’opera corale, sentita e vissuta dall’intera popolazione.
In quel momento la vicina città medioevale di Taggia apparteneva alla Repubblica di Genova, la quale per molti anni nel Quattrocento fu sottomessa ai Duchi di Milano.
Per consolidare il loro potere compiacendo la popolazione, Francesco Sforza e la consorte Bianca Maria Visconti, duchi di Milano e Genova, e successivamente il loro figlio Galeazzo Maria Sforza-Visconti, finanziarono la costruzione del convento.
La prima pietra fu posta dal Vescovo di Albenga (diocesi alla quale Taggia allora apparteneva) Napoleone Fieschi nel 1460. Il lavoro venne affidato ad un’équipe di Maestri da muro lombardi, tra cui il Carlone, i Bunichi, i Di Lancia, che lavoravano con artigiani locali. I ricchi concedevano finanziamenti, il popolo prestava giornate di lavoro gratuito, molti paesi delle vicine valli inviavano materiali, legname e ardesia.
 L’intero complesso venne consacrato nel 1490 dal Vescovo di Albenga Leonardo Marchese.
La posizione centrale di Taggia e del suo convento domenicano, tra mare e montagne, tra Italia e Francia, si rivelò particolarmente fortunata: gli illustri viaggiatori, soprattutto domenicani teologi e inquisitori, sostavano qui e lasciavano in dono opere d’arte e libri preziosi. Come luogo di passaggio, e quindi di incontro di molte culture, il San Domenico di Taggia si trovò a far parte di un giro di ampio respiro.
 Le vicende del convento (tra cui l’incursione dei pirati barbareschi del 1564) sono narrate dal Padre Nicolò Calvi il giovane (1559-1623? 1625?) da Taggia, nella sua Cronaca. Questo prezioso documento è stato tradotto e commentato dal Prof. Nilo Calvini nel 1982.
Particolarmente tristi i periodi di forzato abbandono. Dopo una chiusura di breve durata durante l’occupazione napoleonica (1810- 1814), il convento fu nuovamente chiuso nel 1866: erano gli anni in cui, per decisione del governo italiano, furono soppresse le congregazioni religiose e confiscati i loro beni al fine di sostenere le finanze dello stato. I religiosi dovettero partire, la chiesa rimase aperta al culto, ma le strutture adiacenti furono trasformate in scuola e in caserma. Gli amministratori comunali vendettero opere d’arte e libri preziosi o li abbandonarono all’incuria e ai ladri. Il patrimonio artistico e librario subì gravi perdite, furti, e giunge a noi oggi notevolmente rimaneggiato.
Dopo sessant’anni di assenza, nel 1926, i frati domenicani tornano a Taggia e nel 1936 inizia un notevole lavoro di recupero promosso dal Padre Nicola Capoduro. Ci è stato così restituito un gioiello d’arte della nostra Liguria, ma soprattutto un centro di vita religiosa e culturale.
Per mancanza di vocazioni religiose ancora una volta, il 2 gennaio 2008, i frati domenicani hanno lasciato il loro convento di Taggia.
L’intero complesso viene affidato alla Diocesi di Ventimiglia - Sanremo e curato da un gruppo di volontari.

Dal 1 gennaio 2012, su invito di S. E. Alberto Maria Careggio, una Comunità dei Fratelli della Sacra Famiglia  vive nel Convento per mantenerne lo spirito e la sacralità con l'aiuto prezioso di alcuni volontari.



PER SAPERNE DI PIU':

cfr articoli dalla rivista "Dominicus":
  • "I Domenicani a Taggia nel XX secolo" - Fra Massimo Mancini op - Dominicus n° 4 / A. 2010   [scarica pdf]
       www.domenicani.it/wp-content/uploads/2015/11/2010_dominicus_4.pdf    
  • "Santa Maria delle Misericordie a Taggia" - Sara Maria Badano - Dominicus n° 5 / A. 2008         [scarica pdf]





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